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CORONAVIRUS E VACANZE ESTIVE, UN ITALIANO SU DUE NON HA I SOLDI

Il sondaggio: italiani scettici. Il 92% sceglierebbe il nostro Paese. Mare preferito alla montagna.Ma solo il 4% ha già prenotato

di

Antonio Noto

direttore della Noto sondaggi

 

In epoca pre-Covid, aprile era il mese delle decisioni per quanto riguardava la programmazione delle vacanze. Mare o montagna, estero o Italia, luglio o agosto erano i dilemmi di cui si discuteva in famiglia o tra amici prima di prenotare. Oggi invece l’impatto del Coronavirus sta influendo come un macigno in tutta l’economia ed il settore del turismo è tra quelli che sta subendo già nell’immediato il contraccolpo. In piena emergenza sanitaria, l’idea di poter andare in vacanza rappresenta per molti un doppio indicatore: sia il segnale di ottimismo in quanto le cose possono migliorare sia un elemento di sfogo che si mette in atto, protettivo verso un futuro condizionato in minor misura dall’emergenza.

Insomma come affermano molti psicologi, in questi giorni pensare alla vacanza è un elemento che aiuta a vedere il futuro in maniera più positiva, anche se non è detto che il sogno si realizzi. In questo contesto gli italiani, appunto, iniziano a pensare alla possibilità di trascorrere giorni fuori casa nei prossimi mesi, nel loro immaginario si proiettano ai mesi estivi ma in maniera diversa rispetto a quanto sarebbe accaduto in assenza dell’epidemia. I fattori che emergono dall’analisi effettuata dall’Istituto Noto Sondaggi sono prevalentemente due: da una parte si registra lo scetticismo sulla possibilità che nel periodo estivo ci sarà un ‘liberi tutti’, dall’altra ci si adatta al momento storico e si cerca di programmare una vacanza ‘sostenibile’ con le prescrizioni che potrebbero limitare i movimenti e gli assembramenti.

 

Analizziamo quindi in profondità i comportamenti emersi e che potrebbero essere intesi come un nuovo modo di progettare le vacanze 2020. Prima di tutto si accennava allo scetticismo, infatti il 42% degli italiani teme che non si potranno effettuare le vacanze, pur volendole fare, e non è da sottovalutare che il 47%, in pratica quasi un italiano su due, dice che per ragioni economiche non prendeproprio in considerazione l’ipotesi di trascorrere neanche un giorno fuori casa.

C’è anche circa 1/3 della popolazione che invece sta già pensando al modo di andare in vacanza pur con le possibili limitazioni che ci potranno essere. Il mare prevale nettamente sulla montagna, su 10 persone 7 preferirebbero località marine, al contempo ben il 92% quest’anno pensa di trascorrere le ferie in Italia e tra questi, circa la metà all’interno della propria regione. Il mezzo di trasporto preferito dal 79% degli italiani sarà l’auto, quindi un taglio netto alla domanda di trasporti collettivi come treno, aereo e bus. Però anche chi cerca di organizzare la propria vacanza, compatibile con l’emergenza in corso, mette in conto di dover trascorrere meno giorni rispetto all’anno scorso.

Infatti se in un nostro sondaggio effettuato lo scorso anno in media gli italiani dichiaravano di voler permanere fuori casa 8 giorni, quest’anno la stessa media scende a 5 giornate, insomma poco più di un long week end. Anche il periodo di ferie preferito si sposta in ordine temporale. Se nel 2019 la maggioranza (54%) preferiva tra l’ultima quindicina di luglio e la prima di agosto, quest’anno invece, complice l’epidemia, si tende a rimandare l’appuntamento ed il periodo maggiormente richiesto è nella seconda quindicina di agosto (57%). Al di là delle aspirazioni, però, a prevalere è ancora lo scetticismo: infatti solo il 4% ha dichiarato che ha già prenotato le vacanze estive.

 

Roma, 26 aprile 2020

 

 

 

Fonte il quotidiano.net

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