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CORONAVIRUS, QUANDO RIPARTIRE? ITALIANI DIVISI. “Ma poi aperture su base regionale”

 

Il sondaggio: non convince la app Immuni, solo il 40% la userà. La richiesta: basta autocertificazioni. Ma il virus fa ancora paura

 

di

Antonio Noto,

direttore della Noto Sondaggi 

Inizia la fase 2, ma per i cittadini sarà un po’ al di sotto delle loro attese. Il dibattito politico in corso vede contrapporsi due teorie. Quella che propende per una massima prudenza. A questa appartiene sia il ministro della Salute Speranza che gli esperti chiamati a consulto. Dall’altra parte ci sono quelli che invece ritengono che bisogna riaprire tutto. Due filoni: uno rappresentato dal presidente del Veneto Zaia e dal sindaco di Venezia Brugnaro che auspicherebbero un liberi tutti già da domani, con precauzioni. Una linea simile ma un po’ più prudente è di Renzi e Salvini che propongono una ripartenza veloce più che tutto in un unico giorno.

 

Dallo studio effettuato dall’Istituto Noto Sondaggi emerge un posizionamento particolare della popolazione e un’opinione prevalente: prima di tutto tra le due fazioni che stanno animando il dibattito politico gli italiani si pongono in una posizione più moderata, tendente comunque a un maggiore permissivismo. Inoltre le attese e i bisogni sono molto diversificati in relazione all’area di residenza. Pertanto al Nord sono più prudenti rispetto al Sud. In questo scenario prevale l’ipotesi che le Regioni dovrebbero decidere le riaperture sulla base dell’andamento dell’epidemia e non deve essere il Governo a stabilire una tempistica unica. La pensa così il 66% della popolazione.

 

Per quanto riguarda la mobilità nelle Regioni il 59% afferma che dovrebbe essere consentito di muoversi liberamente tra i vari comuni all’interno dello stesso territorio regionale senza aver bisogno dell’autocertificazione. Anche in relazione alla possibilità di poter andare nelle seconde case ubicate all’interno della regione di residenza, la maggioranza (62%) ritiene che ciò dovrebbe essere accordato. La questione diventa più critica invece quando si chiede se bisogna concedere la possibilità di uscire dalla propria Regione o di entrare. In questo caso l’opinione è fortemente influenzata dal territorio di residenza: tra gli abitanti del Sud il 63% pensa che questa possibilità dovrebbe essere riconosciuta mentre al Nord scende al 27%.

Per la tempistica di riapertura dei negozi gli italiani si dividono ma prevalgono leggermente i più prudenti. Infatti il 49% condivide la strategia di aprire un po’ alla volta, anche se al contempo si chiedono tempi veloci, mentre il 43% dice che sarebbe stato meglio riattivare tutte le attività commerciali già da domani. Per comprendere meglio questo dato è da chiarire il 60% degli italiani ha ancora una forte paura di essere contagiato.

Infine l’app ’immuni’. Al momento il 40% ha intenzione di utilizzarla mentre il 38% è contrario, un ulteriore 10% dichiara di non possedere uno smartphone. Gli esperti dicono che per fare in modo che questo metodo incida nella diminuzione del rischio epidemico è necessario che almeno il 60% la adotti. Se i numeri che rendono affidabile il sistema sono questi il Governo dovrà fare uno sforzo di comunicazione importante per aumentare la motivazione.

 

Roma, 3 maggio 2020

 

 

fonte quotidiano.net

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